martedì 3 novembre 2015

Recensione: "La solitudine del lupo" di Jodi Picoult

Dopo anni di lontananza, Edward Warren è costretto a tornare a casa: il padre Luke, etologo esperto di lupi, ha avuto un incidente gravissimo e si trova in uno stato di coma irreversibile. Diversamente dalla sorella minore Cara, che era con il padre al momento dell'incidente, Edward è convinto che la scelta più giusta sia quella di porre fine allo stato vegetativo di Luke. Ma il conflitto con la sorella su un argomento così terribilmente difficile risveglia in Edward anche i fantasmi del passato, l'ultima discussione con il padre dopo la quale aveva interrotto ogni rapporto, e l'emergere di segreti inconfessabili nel momento di maggior vulnerabilità della famiglia che, come un branco di lupi, cerca di sopravvivere.


È la seconda volta che mi innamoro di un libro della Picoult...e tenendo conto del fatto che è il secondo libro che leggo della Picoult, beh direi che la media è piuttosto alta e tutta a suo favore!

Cappuccetto Rosso andrebbe picchiata.
Quella bambina e sua nonna, da sole, sono riuscite a diffondere abbastanza bugie sui lupi da farli avvelenare, cadere in trappola e prendere a fucilate fino a quasi estinguerli.

Come per il precedente (La custode di mia sorella) anche in questo libro viene affrontato un tema difficile e controverso, quello dell'eutanasia...quando è giusto interrompere le cure, è giusto staccare la spina, cosa vorrebbe la persona che non può più dire la sua? Davvero non c'è possibilità di recupero? E se ci fosse? Come si fa a prendere una decisione così difficile? E chi dovrebbe prenderla? La vittima se potesse parlare cosa direbbe?
Son questi...e tanti altri gli interrogativi a cui si tenta di dare, più che una risposta, una logica...anche se una logica non c'è.
La storia ha inizio proprio con l'incidente che cambierà per sempre le vite degli appartenenti alla famiglia di Luke Warren. Un uomo straordinariamente vitale ed appassionato. La cui vita è volta alla studio ed alla conoscenza profonda dei lupi. È talmente coinvolto nel suo progetto che vi dedica tutto il suo tempo e le sue risorse facendone pagare il prezzo all'unità famigliare...
Chi mi segue un po' forse ha capito che mi piace molto lo stile narrativo che prevede la concomitanza di diversi punti di vista...e questo libro è diviso in capitoli ognuno narrato da uno dei diversi protagonisti, quindi di Cara, la figlia più piccola di Luke, ed anche la più presente nella sua vita, lo venera come un eroe e cerca di condividere la sua passione e la sua vita...
Poi c'è Edward, il figlio, che ritorna a casa dopo una fuga che lo ha portato a vivere in Thailandia e tagliare tutti i ponti con la famiglia e soprattutto con il padre colpevole di averlo deluso profondamente...i motivi del litigio che hanno portato ad una rottura così drastica verranno svelati gradatamente. Ci sono i punti di vista della ex moglie di Luke, del suo nuovo marito e di altri personaggi...ma soprattutto ci sono i capitoli raccontati da Luke stesso, i racconti della sua vita con i lupi, le nozioni sulla vita nel branco...mi hanno davvero conquistata!
Le due situazioni narrante, quella della presente situazione dei famigliari raccolti attorno al capezzale di Luke e quella passata, raccontata da Luke stesso...sembrano avere poco in comune, in realtà il confronto tra le dinamiche famigliari e le dinamiche del branco sono spunto di riflessione. Ma mentre il branco abbandona i membri che non sono abbastanza forti per farcela, e si disperde alla morte del lupo alfa, beh una situazione di malattia, di lutto, di sofferenza, riesce invece a ricreare un'unione famigliare dove sembrava non essercene più.
Consiglio davvero questo libro, per il tema narrato, per o stile dell'autrice per la complessità dei personaggi. Fa riflettere.

12 commenti:

  1. Mi piace assai che la storia sia composta da diversi punti di vista. Lo trovo molto innovativo. Ero un poco indecisa se inserirlo o meno nella mia whislist ma mia hai convinto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io adoro i libri con più punti di vista..di solito :)

      Elimina
  2. Già solo dal titolo ero deciso, ora lo sono ancora di più. Me lo devo comprare :)

    RispondiElimina
  3. Da come ne hai parlato, voglio assolutamente leggere questo libro! Guardo se riesco a procurarmelo in biblioteca!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono contenta di averti ispirata...però poi devi farmi sapere se ti ho dato il consiglio giusto :)

      Elimina
  4. Ciao! Non ho mai letto nulla di quest'autrice, ma la tua recensione mi ha talmente incuriosita! Si avverte dalle tue parole che è una storia profonda e i temi trattati mi interessano molto. Ora pretendo questo libro >.<
    A presto!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Stupendo...io è il secondo suo libro che leggo...e li ho amati entrambi, ti dirò...penso che ne leggerò altri ;)

      Elimina
  5. Sembra davvero bello! Mi ispira sin da quando è uscito!

    RispondiElimina
  6. Uff mi ero ripromessa di leggere qualcosa della Picoult anche io lo scorso mese per la challenge, ma non ne ho avuto modo >.< avevo provato a iniziare Diciannove minuti, ma già fin dalle prime pagine l'ho trovato troppo pesante e l'ho lasciato momentaneamente perdere... non era periodo giusto :/ e si sa, per leggere la Picoult, bisogna essere dell'umore!
    Comunque anche la trama di questo mi ispira un sacco *^* lo voglio assolutamente *^*

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A me è piaciuto davvero tanto...te lo consiglio assolutamente! Effettivamente per i suoi libri bisogna essere predisposti...non sono storie definibili leggere...però ho trovato sia questo romanzo che La custode di mia sorella, bello e intenso. Ti dirò di più ho intenzione di leggerne altri di suoi romanzi ;)

      Elimina