sabato 24 ottobre 2015

Recensione: "Il rumore dei tuoi passi" di Valentina D'Urbano

In un luogo fatto di polvere, dove ogni cosa ha un soprannome, dove il quartiere in cui sono nati e cresciuti è chiamato "la Fortezza", Beatrice e Alfredo sono per tutti "i gemelli". I due però non hanno in comune il sangue, ma qualcosa di più profondo. A legarli è un'amicizia ruvida come l'intonaco sbrecciato dei palazzi in cui abitano, nata quando erano bambini e sopravvissuta a tutto ciò che di oscuro la vita può regalare. Un'amicizia che cresce con loro fino a diventare un amore selvaggio, graffiante come vetro spezzato, delicato e luminoso come un girasole. Un amore nato nonostante tutto e tutti, nonostante loro stessi per primi. Ma alle soglie dei vent'anni, la voce di Beatrice è stanca e strozzata. E il cuore fragile di Alfredo ha perso i suoi colori. Perché tutto sta per cambiare.

“Ci saranno tante cose a cui dovrò abituarmi, e ce ne saranno altrettante di cui dovrò fare a meno. Il rumore dei tuoi passi, il tuo odore che svanisce sul cuscino, la luce del giorno in cui mi hai lasciato sola.”

Questo è un libro difficile, un libro pieno di sofferenza di degrado di polvere... ma è anche un libro bellissimo, pieno d'amore anche se e un tipo d'amore che ferisce che sfinisce, che fa soffrire.
La storia di Bea e Alfredo lascia il segno...o almeno l'ha lasciato su di me.
La loro è una storia nata tra i palazzi della Fortezza, un quartiere degradato, in cui sopravvivere non è facile, in cui la speranza spesso muore schiacciata dal grigiore e dalla violenza che li circonda. Non è assolutamente un libro che fa sperare in un futuro migliore...è un libro che ci racconta di due ragazzi che si incontrano e crescono e si innamorano...nonostante tutto. Ma a che prezzo? 

Bea e Alfredo, nel quartiere, sono conosciuti come i gemelli...non per un vero legame di sangue, ma perché vivono in simbiosi, sempre insieme, si comportano nello stesso modo, parlano nello stesso modo, camminano nello stesso modo. La loro storia si snoda sullo sfondo di un Italia difficile, l'Italia degli anni di piombo, una storia che sfiora i protagonisti...disinteressati a tutto tranne che a far trascorrere in qualche modo le giornate, sempre uguali, senza nessuna prospettiva di un futuro migliore. Le scene forti sono all'ordine del giorno, non viene risparmiato niente al lettore, la violenza di un padre che pensa solo a bere, l'aborto, la droga...una storia dura, dolorosamente reale.
I due protagonisti spesso mi hanno fatta riflettere, non in senso positivo, Beatrice è una ragazza forte, decisa, diversa dai suoi coetanei della Fortezza...in lei c'è la voglia di migliorare, di trovare un lavoro, di uscire dal degrado che la circonda...caratteristiche che potrebbero essere ammirabili e lo sono, se non che a volte l'ho trovata insopportabilmente dura e cattiva nei confronti di Alfredo...ecco, Alfredo...che dire di lui...non lo so, non posso amare un personaggio del genere, sconfitto dalla vita, cresciuto in un ambiente familiare difficile...ciò che non mi è piaciuto è la sua debolezza, il suo essere passivo nei confronti della vita...fin troppo reale per un personaggio di carta, fin troppo doloroso nel suo non essere forte, nel suo essere dipendente...da Beatrice, dalla droga, dalle cattive amicizie. 
Mi è piaciuto moltissimo lo stile narrativo della D'Urbano, duro e graffiante...mi è piaciuta la storia, realisticamente dolorosa...ma lo si capisce subito, dalla prima pagina che non è una storia destinata a finire bene. Ed in effetti l'unica cosa che manca è forse un briciolo di pessimismo in meno...un po' di speranza in più.

7 commenti:

  1. Carinissimo il tuo blog :D

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  2. Bea ha scalpitato dentro di me per mesi terminata la lettura...un libro duro ma meravigliosamente bello...io l'ho indossato come una seconda pelle. Complimenti, bellissima recensione.

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    1. È vero...non si riesce a dimenticare... Grazie

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  3. libro splendido, forte, incredibilmente reale ed attuale. la D'Urbano ha fatto un lavoro eccellente con questo suo romanzo.
    non vedo l'ora di leggere anche il suo Alfredo.

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    1. ...anche io...e ti dirò che ho anche già preso Acquanera...

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  4. Bellissima recensione! Della D'Urbano ho letto recentemente Acquanera e mi è piaciuto tantissimo, leggerò sicuramente anche quest'altro suo romanzo!

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